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Si è deciso, in seguito a specevoli episodi, di moderare i commenti. E' una extrema ratio e ce ne dispiace. Saranno cancellati i commenti anonimi, offensivi denigratori che non portano niente al dibattito ma servono solo a far scaturire polemiche mirate alla paralizzazione della discussione e quei commenti seppur firmati volgari e offensivi. quindi per partecipare alla discussione richiediamo rispettare due norme di buon costume: -firmarsi sempre, e usare la buona educazione
RIFONDAZIONE COMUNISTA
Blog del circolo "Che Guevara" di Avellino
mercoledì, 11 novembre 2009, 12:33
IL PESSIMISMO DELLA RAGIONE
LA SPERANZA DELLA VOLONTA'
(PARAFRASANDO ANTONIO GRAMSCI)

   La violenza dello Stato dilaga. La realtá è che qualsiasi suo rappresentante, dal parlamentare filogovernativo al `poliziotto di quartiere (ma anche un sindaco o un vigile urbano) fa della violenza fisica e verbale il nuovo credo. Basterebbe rileggere alcuni discorsi del fu Duce per ritrovare la veemenza e la stupiditá delle recenti affermazioni dei vari La Russa, Santanchà, Giovanardi,. Basta rivedere spezzoni di Novecento per capire e snidare l'assurdo potere di sbirri e sgherri e l'assoluta legittimitá della violenza di Stato, dei morti sul selciato, dei Federico, degli Stefano. Ma non solo. La consapevole indifferenza nei confronti delle "zecche" dei "puciosi" dei "rossi" dei"froci, ricchioni, travestiti, finocchi, buconi..." aggrediti e malmenati in tutta Italia, dalle Alpi a Lampedusa, da Cagliari a Otranto. Le forze dell'ordine sembrano aver capito la parte storica che dal governo gli è richiesta e la svolgiono in maniera ineccepibile. Il livello di repressione e di terrore viene aumentato a piccole dosi, senza dare troppo nell'occhio.

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lunedì, 09 novembre 2009, 11:30
NASCE ilComunista Quotidiano
ESPERIMENTO VIRTUALE PER LA FEDERAZIONE DELLA SINISTRA



Un blog senza pretese. Un blog comunista. Questo blog nasce con lo stesso spirito che ha dato vita all'esperimento della Tessera Virtuale- Federazione Comunisti e Sinistra Alternativa su Facebook: il sentire comune di tante compagni e compagne che dopo l'esperienza negativa della Sinistra Arcobaleno sono rimasti, e molti ci rimangono ancora, a guardare, a sperare in una sinistra forte, protagonista e popolare. Molti di noi compagni si sono rimessi in moto. Hanno ricominciato a militare nei partiti e nelle associazioni di sinistra. Il nostro tentativo, il nostro spirito è quello di raccogliere in questo contenitore i fatti, le lotte, le delusioni e le vittorie di ogni "Comunista Quotidiano". Ecco spiegato quindi anche il nome del blog: un contenitore che catalizzi con un UNICO E ROSSO comune denominatore le esperienze, le notizie e le battaglie politiche non solo di carattere nazionale ma anche, soprattutto, locali. Per questo stiamo mettendo a disposizione tempo e spazio per questo progetto. Il processo di unità verso la Federazione della Sinistra e dei Comunisti ha bisogno di tutti noi, ognuno per quello che può e per quello che sa dare. Ecco noi de Il Comunista Quotidiano ci siamo.

Giuseppe Genchi
Federazione della Sinistra -Palermo-

http://comunistaquotidiano.blogspot.com/

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lunedì, 09 novembre 2009, 09:36
Il muro e noi

Il 9 novembre, 20 anni fa, cadeva il muro di Berlino. In quell’elemento simbolico è racchiusa la fine di un regime socialista in cui – nella migliore delle ipotesi - la giustizia sociale era contrapposta alla libertà. In questa incapacità di coniugare libertà e giustizia sta al fondo il fallimento del tentativo novecentesco di transizione al socialismo. Noi che siamo nipoti della lotta partigiana – quante lapidi ci sono nel nostro paese su cui sta scritto “morto per la libertà” - abbiamo salutato positivamente la caduta del muro. Il socialismo senza la libertà semplicemente non è socialismo: è un tentativo di andare oltre il capitalismo che ha imboccato la strada sbagliata ed è abortito. Così non poteva andare avanti e così non si andava da nessuna parte. Senza libertà nessun socialismo. Giusto quindi picconare il muro e bene che il muro sia caduto; bene che i dirigenti della DDR abbiano scelto di non sparare, preferendo perdere il potere piuttosto che cercare di mantenerlo con una strage.
Nel mondo la caduta del muro è stata salutata come la vittoria della libertà sulla barbarie, come la possibilità di un nuovo inizio per la storia del mondo basato sulla libertà e la cooperazione. Sappiamo che non è andata così. Gli stati Uniti hanno colto l’occasione della sconfitta del nemico storico per rilanciare la propria egemonia incontrastata su scala mondiale e il capitalismo ha preso da questo passaggio l’abbrivio per aprire una nuova fase della propria storia, quello della globalizzazione neoliberista. I cantori del capitalismo hanno colto l’occasione per dire che eravamo alla fine della storia. Marx aveva speso la vita e scritto migliaia di pagine per dire che il capitalismo non era un fenomeno naturale ma bensì un modo di produzione storicamente determinato e quindi superabile. La caduta del muro è stata usata per “rinaturalizzare” il capitalismo, per affermare su scala globale che viviamo nel migliore dei mondi possibili; per affermare che essendo il capitalismo naturale, ogni tentativo di superarlo diventa un atto “contro natura” e in quanto tale barbarico. Gli anni ’90 sono stati caratterizzati da questo unico grande messaggio, trasmesso a reti unificate dal complesso dei mass media e da tutte le forme di produzione culturale, cioè di costruzione dell’immaginario individuale e collettivo, a partire dall’industria cinematografica. La caduta del muro è stato l’evento simbolico che ha permesso di costruire una grande narrazione che ha rilegittimato completamente il capitalismo. Kennedy non è più il presidente dell’escalation della guerra di aggressione al Viet Nam o l’aggressore di Cuba con l’avventura della Baia dei Porci. Kennedy è celebrato come il paladino della libertà e il suo discorso berlinese ne è il suggello. Dietro il paravento della libertà, sono riapparse, anche in occidente, incredibili differenze sociali e livelli di sfruttamento del lavoro che pensavamo seppelliti per sempre dopo le lotte degli anni ‘70. Nella vulgata la libertà d’impresa è diventata il presupposto della libertà dei popoli. Questa completa rilegittimazione del capitalismo ha un sapore mortifero di falsa coscienza: Che Israele costruisca muri per imporre l’apartheid in Palestina e che gli Stati Uniti costruiscano muri per impedire l’immigrazione dal Messico non fa più problema. Ogni muro è diventato lecito per l’impero del bene. In Italia questo fenomeno ha assunto dimensioni maggiori che in altri paesi in virtù della proposta di Achille Occhetto – accolta dalla maggioranza del suo partito - di sciogliere il PCI in nome di questo nuovo inizio, appiattendo così tutta la storia del movimento comunista italiano sul fallimento del socialismo reale. La storia del nostro paese è stata integralmente riscritta, la lotta partigiana è stata denigrata nel suo valore simbolico di rinascita della nazione e così si è aperta la strada all’aggressione della Costituzione. La cancellazione della memoria del paese e la sua ricostruzione fatta dai vincitori ha sdoganato ideologie razziste e comportamenti xenofobi che pensavamo definitivamente finiti nella pattumiera della storia dopo la barbarie nazista.
Il fascismo, lungi dal presentarsi come una parentesi della storia patria, si evidenzia sempre più come una delle possibilità inscritte nel sovversivismo delle classi dirigenti di un paese che – come sottolineava Gramsci - non ha vissuto la riforma protestante e il cui risorgimento non è stato fenomeno di popolo ma di ristrette elite. La democrazia e la stessa costruzione di un etica pubblica in questo paese è concretamente il frutto delle lotte del movimento operaio, socialista e comunista. La loro disgregazione apre la strada a populismi di tutti i tipi, di destra come di sinistra.
In questo imbarbarimento del costume e dei rapporti sociali nel nostro paese e nel mondo vediamo confermata quotidianamente non solo la possibilità ma la necessità di battersi per superare il capitalismo.
In questa dialettica sta il nostro giudizio politico sulla caduta del muro di Berlino: è stato un fatto positivo e necessario, da festeggiare, ma non costituisce di per se un nuovo inizio per l’umanità. E’ stato anzi l’evento utilizzato per costruire un nuovo inizio e una nuova rilegittimazione dello sfruttamento dell’uomo sull’uomo e della guerra. Mi pare che questa sia anche la consapevolezza dei compagni e delle compagne della Linke: nessuno propone di tornare a prima ma nella Germania riunificata occorre organizzarsi e lottare – all’Est come all’Ovest - contro il capitalismo e la guerra, per costruire un socialismo democratico.
Fuori da questa comprensione dialettica della positività della caduta del muro e della chiara consapevolezza che questo non segna nessun nuovo inizio, non esiste nessuna possibilità di porsi oggi il tema della trasformazione sociale e del superamento del capitalismo. Fuori da questa comprensione dialettica possiamo solo diventare anticomunisti o far finta che i regimi dell’Est non abbiano fallito nel tentativo di costruzione del socialismo. Il pentitismo e la nostalgia indulgente sono i rischi che abbiamo dinnanzi a noi: nella loro apparente opposizione rappresentano in realtà la completa negazione della possibilità di lottare per il socialismo, per una società di liberi e di eguali.
Da questa comprensione dialettica della caduta del muro scaturisce la nostra scelta della rifondazione comunista.
Dopo il fallimento del tentativo di fuoriuscita dal capitalismo che ha dato luogo ai regimi dell’Est non basta definirsi comunisti: occorre porsi l’obiettivo teorico, politico ed etico della rifondazione del comunismo e dell’antropologia dei comunisti e delle comuniste. L’obiettivo cioè di superare il capitalismo coniugando libertà e giustizia. L’utilizzo di due parole – rifondazione comunista - anziché una per definirci non è un lusso o una complicazione: è il modo più corretto per esprimere oggi il nostro progetto politico, in cui sappiamo dove vogliamo andare e sappiamo cosa non dobbiamo rifare. Il comunismo dopo il novecento è uscito dalla fase dell’innocenza. Compito nostro è farlo diventare adulto ed è un compito per cui val la pena spendere la vita.

Paolo Ferrero

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sabato, 07 novembre 2009, 19:30
Comunicato stampa

Un suggerimento per i nuovi dirigenti comunali di Avellino

In questi giorni sentiamo parlare di come poter rimpinguare le casse del comune senza gravare ulteriormente sulle tasche dei cittadini, ma tra il dire e il fare c'è di mezzo ancora una volta il mare. Crediamo di poter dare un suggerimento ai nuovi dirigenti comunali: invece di aumentare senza limite la Tarsu, si potrebbe finalmente ottenere un incremento delle entrate ed il ripristino della legalità sancita dalla Costituzione, ormai violata da anni. Basterebbe, come ormai chiediamo da tempo, correggere gli estimi catastali relativi agli immobili di categoria A2 (residenziali) e A3 (economici), ripristinando la progressività per cui case di maggior pregio siano stimate di più e quindi paghino in proporzione, a differenza di quanto avviene oggi, con i proprietari di case economiche che si trovano a dover versare maggiori tributi rispetto ai proprietari di immobili di valore ben maggiore. Si parla di cifre versate e non dovute di circa tremila euro di tributi a immobile.
Situazione che si trascina ormai dal 1992, con la revisione degli estimi catastali, che ha provocato l'inversione degli estimi delle categorie A2 e A3, come ormai acclarato dagli interventi della Presidenza della Repubblica, di perizie di tecnici dell'Agenzia del Territorio e da un'indagine della Procura della Repubblica di Avellino. Da tali indagini è emerso che con questa operazione, c'è stato un notevole incremento di valore della categoria A3 e una sensibile diminuzione della categoria A2.
Tutto ciò è a conoscenza del Comune che non ha fatto seguito ad alcuna di queste sollecitazioni. Continuando così a incassare tributi maggiori da chi possiede fabbricati di minor valore di mercato rispetto a chi possiede immobili di pregio, e colpendo ancora una volta le fasce sociali più deboli.

Costantino D'Argenio
Prc Avellino
Federazione sinistra di Alternativa

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giovedì, 05 novembre 2009, 09:52
NO ! ALLA PRIVATIZZAZIONE DELLA GESTIONE DEI RIFIUTI

 

La scandalosa gestione dei rifiuti in Campania e in Irpinia ha determinato conseguenze negative, tutte a danno della collettività.

L’emergenza è stata alimentata da coscienti scelte politiche, dettate dai poteri forti economico/ finanziari, e malavitosi, che sui rifiuti hanno costruito veri imperi, contaminando, anche con sostanze tossiche e nocive, interi territori, conservando lo stato di precarietà per imporre alle popolazioni una straordinaria e dannosa quantità d’impianti di smaltimento e determinando nell’immaginario collettivo l’idea che il rifiuto è un problema da risolvere, e non una risorsa da valorizzare perché composto di materiali recuperabili, riutilizzabili e riciclabili, ciclo che consente risparmio di materie prime, evita inquinamento e, sotto l’aspetto produttivo, favorisce lo sviluppo di una filiera che ha, tra l’altro,  seguiti giusti sul piano economico ed occupazionale, tutto ciò anche con lo scopo di annullare e rendere impopolari quei movimenti di lotta che in questi anni si sono opposti all’arrogante occupazione del territorio.

E’ necessario, attaccare ed abbattere”IL SISTEMA”, obiettivo raggiungibile solo affidando la GESTIONE di questa risorsa ad una società interamente PUBBLICA; soluzione che consente di verificarne la gestione, scongiurando anche il rischio di rafforzare gli interessi delle organizzazioni CAMORRISTICHE e, di una certa IMPRENDITORIA PREDATRICE pronta ad accaparrarsi gli appalti, agevolata dalla complicità di pezzi di classe politica corrotta, pilotata e sostenuta da interessi forti.

Prioritario è che le società operanti nei due bacini Provinciali, veri e propri carrozzoni politici, siano sciolte, che la Provincia d’intesa con i Comuni elabori un Piano d’investimenti, recuperando le risorse necessarie anche dalla programmazione europea 2007 – 2013, su cui costituire il soggetto gestore che dovrà poggiare su solidi punti, a parere nostro irrinunciabili:

- provincializzazione del ciclo integrato, con l’obiettivo rifiuti zero;

- totale gestione pubblica del circuito- raccolta, trasporto e gestione degli impianti -;

- concretizzazione di un piano industriale provinciale che ottimizzi le economie di scala e   l’efficienza dei servizi,

- difesa dei livelli occupazionali e stabilizzazione di tutti i dipendenti dei Consorzi,

- gestione della società da parte di professionisti con provata esperienza e capacità, svincolati da condizionamenti politici, tenuti a rispondere personalmente del raggiungimento degli obiettivi, sottoposti a verifiche costanti e conseguentemente revocabili;

- Rilevante ridimensionamento delle spese inerenti agli amministratori e i consigli d’amministrazione, smantellando le rendite politiche.

 

In questo situazione è fondamentale il ruolo degli Enti Locali perché si favorisca l’ottimizzazione della raccolta differenziata porta a porta radicandola in modo capillare sull’intero territorio, con l’applicazione della pratica del compostaggio domestico, la realizzazione d’organizzati eco centri cittadini, l’incentivazione alla cultura del riutilizzo, della riduzione del rifiuto alla fonte, e operando una scelta politica che trasformi l’attuale tassa a tariffa, inserendo l’incentivo economico degli sgravi.

Per abbattere i costi ed ottimizzare il servizio i rifiuti vanno trattati nell’ambito del territorio di produzione, tenuto conto del principio di prossimità del trattamento che è la base tecnica della provincializzazione soprattutto per la frazione organica, ma anche per il rifiuto secco.

Per quanto riguarda il residuo indifferenziato, il CDR potrà essere trasformato in un impianto di TRATTAMENTO MECCANICO BIOLOGICO capace di recuperare dal rifiuto urbano residuo (RUR) fino al 90% di materiali destinabili a recupero o riciclo, considerata la capacità di trattamento dell’impianto stesso (115mila tonnellate l’anno) anche con una raccolta al 35%, il C.d.R. opportunamente adeguato soddisferà le esigenze di trattamento del RUR dell’intera provincia, determinando quindi un fabbisogno di discarica irrisorio, circa 20.000/25.000 tonnellate l’anno.

E’ evidente che in questo contesto la logica delle discariche subirebbe un forte ridimensionamento, e gli inceneritori previsti dal Governo sarebbero completamente inutili per questa Provincia.

Sulla base delle suddette riflessioni, condividendo le preoccupazioni esposte anche dalla C.G.I.L. dissentiamo completamente dalle considerazione del Vice Presidente dott. Giuseppe De Mita, esprimiamo tutta la nostra preoccupazione per l’incapacità di sintesi che sta dimostrando l’Esecutivo Provinciale, ed annunciamo future iniziative di lotta sul tema in questione, qualora l’Amministrazione vorrà continuare ad alimentare le casse di lobby che tanto male hanno fatto alla nostra Provincia.

Avellino , 5 novembre 2009                                                                                           

                                                                                                                             Tony Della Pia

                                                                                                                          Segretario Provinciale

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giovedì, 29 ottobre 2009, 20:17

Il Piano Strategico mancato.
Ci risiamo. Dalle prime indiscrezioni su quanto sta emergendo dai tavoli di confronto per il Piano Strategico,di strategia non se ne vede molta, almeno nell'ottica di uno sviluppo vero e moderno per l'Area Vasta. In particolare la questione che sembra essere più a cuore agli amministratori sembra essere la mobilità,che ovviamente si traduce in un ennesimo progetto di bretella stradale, che altro non porterà se non ulteriore aumento del traffico veicolare, con conseguente inquinamento, oltre ovviamente allo scempio di quello che resta delle colline intorno alla città e con la spinta ad ulteriori speculazioni edilizie. La questione è innanzitutto di metodo, sembra infatti configurarsi l'ennesimo processo mancato, visto che i tavoli cui stanno partecipando istituzioni e forze sociali non produrrà documenti ufficiali per il comitato tecnico scientifico, e cioè un processo decisionale monco e poco trasparente.
Ma oltre che di metodo è di merito, possibile che nel 2009 si pianifichino ancora e soltanto strade, che non si riesca a funzionalizzare ad esempio la metropolitana leggera come la spina dorsale di una mobilità sostenibile, con tempi certi, veloce, poco inquinante e in grado di servire la stazione ferroviaria e l'autostazione? E' possibile che non si riesca a capire che per evitare gli sforamenti continui delle centraline di rilevazione degli inquinanti bisogna far diminuire drasticamente il flusso veicolare con ztl vere, con varchi elettronici e parcheggi di interscambio serviti da un sistema di trasporto pubblico collegato? Cose che sono realtù non soltanto in molte città europee, ma anche in moltissime città italiane e anche meridionali, sembrano diventare ad Avellino fantascienza. Noi chiediamo agli amministratori uno scarto di iniziativa e di audacia, che devono contraddistinguere uno strumento di programmazione importante come il Piano Strategico.
E non ci stancheremo di denunciare l'inerzia e la speculazione se continueremo a vederne.

Costantino D'Argenio
PRC Avellino
Federazione della sinistra di Alternativa

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mercoledì, 28 ottobre 2009, 16:22
MAI CON BASSOLINO E DE MITA!




Bassolino chiama e De Mita risponde. O forse è il contrario, ma cambia poco. I due si parlano e provano a costruire un percorso che sia comune in vista delle prossime regionali. Insomma un’alleanza PD-UDC per contrastare il centro-destra in Campania. Roba da rabbrividire. L’UDC continua nella sua ambiguità: a livello nazionale corre da sola, a livello locale corre con il centro-destra, a livello regionale dialoga con il PD. Quest’ultimo, d’altro canto, sta attraversando l’ennesima svolta interna. Siamo alla terza da quando è stato fondato. Non sembra proprio avere le idee chiare questo partito. Sempre che abbia idee. Al di là di tutto, stiamo sempre parlando di partiti i cui leader regionali si chiamano Bassolino e De Mita. Da un lato l’emblema della cattiva gestione della cosa pubblica (tutta la frase è un eufemismo), dall’altro lato un democristiano purosangue, di razza pura. La persona contro cui ci siamo sempre battuti. La logica del clientelismo fatta persona e applicata fino all’esasperazione.
Credo che se un’eventuale (spero remota) alleanza del nostro partito con il PD campano per le regionali sia stata fino ad ora oggetto di qualche discussione e considerazione, a questo punto vada completamente tagliata la testa al toro. Allearsi con due partiti retti da tali soggetti, significa snaturarci del tutto. Non possiamo e non dobbiamo dialogare con il partito di Bassolino, ma soprattutto non dobbiamo farlo se c’è anche De Mita.


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lunedì, 26 ottobre 2009, 11:12

Pubblichiamo un'interessante articolo sullo stato e le prospettive del nostro partito, scritto da Ramon Mantovani, affinchè stimoli la riflessione e il dibattito.

Lettera aperta alle compagne e ai compagni di Rifondazione Comunista sul nostro futuro.

Care compagne e cari compagni,

sono tempi duri, bui e difficili.

Questa mia lettera aperta vuole solo essere una riflessione, e se possibile un contributo, sul recente passato e soprattutto sul futuro.

Non ho la pretesa di dire cose definitive né di risolvere tutti i problemi. In particolare quelli che, allo stato, sembrano insolubili.

Mi piacerebbe solo, e non sarebbe poco, fare in modo che il dibattito, che appassiona tante e tanti, sia costruttivo. Penso, infatti, che non ci sia nulla di peggio di una discussione superficiale. La cultura della politica spettacolo, della faziosità al posto della ragione, degli insulti al posto delle critiche, della demagogia al posto degli argomenti, dei leader al posto dei collettivi, degli scontri al posto del dialogo, è profondamente penetrata nelle fila della sinistra e dei comunisti. Per me è e rimane un effetto delle sconfitte sociali e degli errori politici compiuti in questi anni. So bene, perciò, che a nulla servono appelli moralistici o, peggio ancora, richiami ad una correttezza formale e sostanziale, che pure fra compagne e compagni dovrebbe sempre esserci. Tuttavia bisognerebbe avere maggiore coscienza di una così conclamata subalternità alla concezione dominante della politica corrente. I principi, i valori, la cultura di chi vorrebbe cambiare il mondo non si possono coniugare con la dietrologia, con la cultura del sospetto, con il tifo per un leader. Ne escono ridotti a frasi vuote, caricaturali, che finiscono con lo sminuire la loro carica eversiva e feconda.

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venerdì, 23 ottobre 2009, 17:23
LA CLASSIFICA MARCATORI DEL CAMPIONATO ARPAC

Il caso ARPAC vede coinvolti vari personaggi, diciamo anche numerosi
personaggi. Uno scandalo raccomandazioni che, detto tra noi,
non scandalizza nessuno. Sfido qualcuno a dire “Non me l’aspettavo
che succedessero queste cose”. I vari indagati si differenziano tra di loro
per numero di segnalazioni a loro carico. Si va da personaggi che avrebbero
raccomandato solo una persona, magari un figlio o un nipote, fino a
personaggi che, a quanto pare, avrebbero una famiglia più numerosa. A ben
vedere, tutti questi  personaggi, classificati secondo il numero di
biricconate commesse, sembrano formare una classifica prossima a quella dei
marcatori di un campionato di calcio.
Leggiamola sotto questa nuova veste.
E’ stata appena stilata la classifica marcatori del campionato ARPAC. Tra 
conferme e nuove scoperte, spicca la stagione da urlo di Nocera che con le
sue 100 marcature stravince la classifica marcatori e ha buone possibilità
di vincere anche la Scarpa D’Oro. Non passano certo inosservato le
prestazioni di altri bomber come Barbato, Fantini e Giuditta. Prestazioni
che già a stagione in corso avevano attirato le attenzioni dei grandi
club a tal punto che qualche giocatore aveva già ceduto alle loro lusinghe.
Con buona pace di tifosi e compagni di squadra. L’unica nota stonata di
questa classifica è la prestazione di C.Mastella. Da un bomber di razza
come lui è normale aspettarsi molto di più, invece è incappato in una
stagione negativa caratterizzata da molti infortuni. Il Toro di Ceppaloni
si rifarà sicuramente la prossima stagione.
Di seguito la classifica completa:
 
1) Nocera – 100
2) T. Barbato – 43
3) Fantini – 36
4) Giuditta – 35
5) C. Mastella – 26
6) Errico – 17
7) S. Mastella – 16
8) Barra – 12
9) Manzo e Pepe – 10
10) Arena e  Maisto – 7
11) Aulicino, Capobianco e Ferraro – 6
12) Funaro e Pisacane – 5
13) Buono, Cicale, De Franciscis e F. Martusciello – 4
14) Boffa, Camilleri, Casamassa, De Flaviis, Muto, Perrone, G. Russo, 
Sarno e    Terracciano – 3
15) Bassolino, Bello, Caliendo, Cesari, C. Rossi, De Mita, De Nardo, 
Del Mese, Della Gatta, Di Vico, C. Fucci, Fuschino, L. Lonardo,
Maglione, Martelli, Nastasi, Oliviero, Passaro, Ramando, Rivellini,
Scalera, Sommese, Sorrentino, Vasaturo e Zucaro – 2
16) Accardo, Alfonso, A. Amato, Amato, Anzalone, Ardolino, Ascea, 
Aurisicchio, Azzaro, Barbati, S. Barbati, C. Barbato, O. Barbato,
Buonanno, Bossone, Cacioppo, Cagnazzo, Calabrò, M. Capobianco,
S. Carino, Carpenito, Casillo, Colella, Colucci, Cosentino, Cundari,
D’Acunzi, D’Elia, D’Ercole, De Angelis, De Luca, Della Volpe,
Di Guida, Esposito, Fimmanò, Gabriele, Grippo, Hubler, Iannale,
Iazzetta, Imbroglia, Insigne, Lo Conte, LoMazzo, Manca, Martelli,
Martusciello, Maselli, Mataluna, Mataluni, Medaglia, Melli,
Migliaccio, Milo, Montisano, Multari, Napolitano, Onorati, Otranto,
Palumbo, Pecoraro Scanio, Pellegrino, Pianese, Pierri, Pota, Pugliese,
Recchimuzzi, Riccardi, Rivellini, B. Russo, D. Russo, Sales, Salzano,
Scarinzi, Scudiero, Sibilio, Silvestro, Sulins, Tarroux, Tartaglia,
Tartaglione, Turriello, Vanoli, Vico, Vito, Vitobello - 1

 

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martedì, 20 ottobre 2009, 16:11

 

E' convocato per venerdi 23 ottobre alle ore 18.00 presso la sede della Federazione  il Comitato Politico Provinciale - aperto agli iscritti - con il seguente O.d.G.:

 

 

1)  crisi economica e occupazionale,iniziative e proposte;

2) Riorganizzazione del partito Regionale ed inizio discussione sulle elezioni 2010;

           3) Federazione della sinistra alternativa

5) Verifica del tesseramento;

6) Realizzazione del giornale provinciale.

8) varie ed eventuali.

 

Considerata l’importanza dei temi trattati,vi invito a partecipare,possibilmente dopo aver discusso l’o.d.g. all’interno dei circoli.

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Appuntamenti
Ogni sabato assemblea di circolo alle ore 18
COMUNALI 2009 - LA LISTA
ANTONIO PETROZZIELLO NICOLA ABRATE DARIO BUONAVITA EMILIANO CAMERLENGO LUIGI CAPUTO MARIA ROSARIA CARIFANO ANNA COLUCCINO MARTINO COPPOLA CARLO CRESCITELLI COSTANTINO D'ARGENIO FABRIZIO D'EMILIO BRUNO DE FEO ROBERTO DE FILIPPIS IVAN DELL'ANNO KATIA DELLA PIA ANNALISA FAMOSO ANIELLO FERRARA ELISABETTA (BETTY) FESTA LUIGI FREDA DOMENICO GALASSO (BOMBOLINO) CARMINE GUARINO MARIO GUERRIERO FRANCESCO (CHICCO) IMBIMBO CARLO LALLO DARIO LERRO EMANUELE MANZO MARIA MARZANO GABRIELE MATARAZZO COSTANTINO MAURO LUCIA ANNA PETRUZZIELLO MICHELE PROCACCINO GIUSEPPE QUARESIMA WENDDY DYANA QUISPE ANTONIO ROSAPANE VITTORIO SALDUTTI FRANCESCO SANTORELLI GIOVANNI SARUBBI CIRO SERINO GENEROSO ANTONIO VASSALLO CATERINA VITAGLIANO
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